martedì 30 novembre 2010

Wikileaks, alla berlina i governanti e l'America. Le Reazioni

Si scatena il ciclone Wikileaks di Julian Assange, che dà alla stampa i file con giudizi senza peli sulla lingua della diplomazia americana sui principali leader mondiali: Ahmadinejad? "Nuovo Hitler", Sarkozy? "l'imperatore nudo", Gheddafi? "Procaci biondine come infermiere", Karzai? "spinto dalla paranoia". Merkel? "evita i rischi e raramente è creativa". Ed infine su Berlusconi associato a "feste selvagge", "sembra il portavoce di Putin in Europa" e "inetto ed incapace".
Le reazioni del mondo politico italiano:
Pier Luigi Bersani Segretario nazionale PD - ''C'è poco da ridere sui documenti resi noti da Wikileaks. Quel che emerge conferma in modo inequivocabile che il presidente del Consiglio con il suo comportamento e con le sue decisioni politiche nuoce alla reputazione dell'Italia nel mondo, con grave danno per il paese. Semmai ce ne fosse stato bisogno, e' la conferma che occorre una svolta, che bisogna voltare pagina''.
Silvio Berlusconi Premier - "Non frequento festini selvaggi e non so neanche che cosa siano. Sono rivelazioni infondate e incredibili di funzionari di terzo grado e riportate da giornali di sinistra. Da me cene sempre corrette. Le ragazze sono state pagate per dire il falso. Le cose che vengono dette fanno male all'immagine del nostro Paese".
Franco Frattini Ministro degli Esteri - "Wikileaks vuole distruggere il mondo. Dal suo punto di vista personale, Berlusconi evidentemente non si sente nè attaccato, nè colpito, nè offeso. Devo dire, che molte notizie che abbiamo letto sul premier, erano già uscite sulle prime pagine di giornali di opposizione da molto e molto tempo.
Gianfranco Fini Presidente della Camera - "Non mi ha stupito l’atteggiamento di Washington verso Silvio Berlusconi: da anni ho una rete personale di diplomatici che mi hanno da tempo confermato la pessima immagine del premier all’estero".
Massimo Donadi Capogruppo Camera IDV - "Frattini non ha il senso del ridicolo quando afferma che Assange vuole distruggere il mondo. Un’affermazione apocalittica e vagamente cinematografica, che pone Wikileaks a metà strada tra la spectre di James Bond e l'arma fine di mondò del dottor Stranamore".
Marina Sereni PD - "Non vogliamo affatto speculare, nè possiamo dire che ci fa piacere leggere nei rapporti riservati della diplomazia americana giudizi così poco lusinghieri sul Presidente del Consiglio italiano. Purtroppo, e il Ministro Frattini dovrebbe saperlo, si tratta di una triste conferma di quanto le amicizie pubbliche e private di Berlusconi portino discredito all’immagine e al ruolo internazionale del nostro Paese".

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